SNOWPIERCER

USA 2013
Regia: Bong Joon-ho
Attori: Chris Evans, Jamie Bell, John Hurt, Tilda Swinton, Octavia Spencer, Song Kang-ho, Ed Harris, Ewen Bremner, Alison Pill

Fantascientifico film coreano con attori di fama mondiale. 2031: l’umanità, dopo aver cercato di contrastare il surriscaldamento globale con sostanze refrigeranti immesse in atmosfera, si ritrova pressoché estinta in conseguenza ad una nuova glaciazione da lei stessa provocata.
Il mondo, ora un globo di ghiaccio, è luogo inospitale. Gli unici umani superstiti, vivono a bordo di un treno ipertecnologico in perpetuo viaggio.
A bordo del treno, la comunità è suddivisa in classi sociali, ed il rigore con cui viene mantenuto l’ordine, è tale per cui, sistematicamente, scoppiano rivolte.

Un film fantascientifico di quelli metaforici e di pura allegoria.
Tutto, qualsiasi trovata scenica, qualsiasi dettaglio, dialogo ed architettura (che sia essa meccanica, sinottica od anche ferroviaria) è ascrivibile a citazione e denuncia della società attuale.
Il treno, come ribadito anche alla fine del film, rappresenta il mondo.
Tutto ciò che è al suo interno, ha un proprio posto ed una propria funzione.
Per funzionare ed andare avanti, ogni ingranaggio deve essere alimentato, manutenuto ed eventualmente sostituito.
La metafora è prepotente e sovversiva: il convoglio, partito prima della glaciazione e sfrecciante senza meta (!), viaggia su una ferrovia “privata”, ideata per collegare ed attraversare, in circuito, tutti i continenti del mondo.
Innumerevoli le chiavi di lettura: sfruttamento dei più deboli; costo per l’equilibrio del “sistema”; TV privata e scuola di propaganda; apatia e vigliaccheria dei ricchi; accettazione (errata) della realtà conosciuta come unica possibile.
Claustrofobico e cupo nella prima parte, liberatorio nella seconda, il film ha tutto per elevarsi a nuovo cult, alla stregua di V for Vendetta.
Geniali molte trovate sceniche, soprattutto il passaggio dall’oscurità alla luce, e quindi al colore.
I ruoli ed i clichè sono messi in discussione.
Anche le molte scene di violenza (per lo più ironiche e grottesche), sono nulla in confronto alla spaventosità del racconto del protagonista, quello in cui descrive ciò che successe appena salito sul treno.
Del tutto perdonabile, quindi, qualche passaggio di poca logicità, se inserito nell’insieme dell’affresco che si sta osservando.

Durata: 125′
Fantascienza, Azione. ****½

By Lorenzo in sala

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