La Grande Bellezza

Dopo la pausa estiva e con l’inizio della nuova stagione del Cineasta, torna dal ritiro di Greppolischieto il Recensore Mascarato.

Ed è un ritorno in grande stile.

Infatti, oggi, parleremo de “La Grande Bellezza”, film del 2013 diretto da Sorrentino, con T. Servillo, S. Ferilli, C. Verdone, C. Bucciorosso e I. Forti.

Jep Gambardella è un navigato giornalista di costume e critico teatrale dal fascino innegabile, impegnato a districarsi tra gli eventi mondani di una Roma, così immersa nella bellezza del passato, che tanto più risalta rispetto allo squallore del presente. Cimentatosi in gioventù anche nella scrittura creativa, è autore di una sola opera, L’apparato umano.

Nonostante gli apprezzamenti e i premi ricevuti, Gambardella non ha più scritto altri libri, non solo per sua pigrizia, ma soprattutto per un blocco creativo da cui non riesce a uscire.

Col tempo, lo scopo della sua esistenza è diventato quello di trasformarsi in “un mondano”, ma non un mondano qualunque, bensì “il re dei mondani”, come lui stesso confessa.

Ringrazio ufficialmente Wikipedia che alla voce La Grande Bellezza mi ha permesso di capire la trama di questo film: cosa non facile, perchè in 142 minuti (almeno ho avuto la geniale intuzione di vedere la versione ridotta per venire incontro alle mie limitate facoltà mentali) non sono stato minimamente in grado di capire di cosa parlasse.

A livello tecnico il film è fatto bene: Servillo & C sono effettivamente bravi e lo è anche in maniera soprendente la Ferilli.

Bella la fotografia.

Per il resto, il film è discutibile: una carrellata di scene, senza capo nè coda, una dietro l’altra completamente scollegate tra di loro.

Il film pretende ed esige di essere capito: mai errore più grande.

Avere un messaggio (vale per tutti i film e soprattutto in uno come questo di presunta critica alla società e ad un certo modo di vivere) e non saperlo rendere trasparente, facilmente comprensibile ed agevolmente fruibili da tutti, significa non avere nessun messaggio, perchè nulla passa.

Ed è pure stato premiato con l’OSCAR, da quella stessa Accademy che ha premiato Di Caprio per The Revenant.

E con questa nota amara, il giudizio sul film: 3 e solo perchè la Ferilli ha recitato bene.

Drammarico. ***
Durata: 142′

By:  Recensore Mascarato

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